venerdì 18 febbraio 2011

La Business Intelligence vista dai responsabili ICT



Riporto qui di seguito un interessantissimo articolo sulle prospettive della Business Intelligence, dal punto di vista dei Responsabili ICT, pubblicata su DataManagerOnline:

http://www.datamanager.it/news/business-intelligence/la-business-intelligence-vista-dai-responsabili-ic

La survey, svolta sui responsabili ICT di 150 imprese medio-grandi attive in Italia nei settori manifatturiero, commercio e servizi ha messo in luce come l’esigenza di una solida conoscenza dell’andamento della propria azienda e di un costante confronto con i concorrenti siano esigenze irrinunciabili, anche se spesso non sono tradotte in pratica.

Se è una conferma scoprire che il 90% delle aziende utilizza regolarmente i processi di reporting e che il 79% utilizza strumenti di pianificazione, è invece una sorpresa notare che, secondo i responsabili ICT intervistati da Axiante, due aziende su tre, cioè il 67% del campione, non ricorra mai a un confronto con i concorrenti, quando in realtà il benchmark costituisce uno strumento prezioso per comprendere a fondo l’andamento del business, oppure scoprire che più di un’azienda su due, cioè il 55%, non misura regolarmente la fidelizzazione dei clienti.

“Come società di consulenza siamo abituati, ogni 12-18 mesi, a svolgere indagini per tastare il polso al mercato, in modo da poter tarare sempre al meglio le nostre proposte”, ha spiegato Romeo Scaccabarozzi, President di Axiante.

“Questa volta abbiamo scelto di sondare la direzione ICT su aree di business ben identificate, per conoscere la loro percezione sull’uso attuale delle applicazioni di BI in azienda, e soprattutto sui processi chiave che queste applicazioni supportano, estendendo l’orizzonte temporale dell’indagine ai piani per i prossimi 12-18 mesi”.

Le 150 aziende interpellate, di dimensioni medio-grandi, cioè con un fatturato dai 300 milioni in su, appartengono ai principali settori di attività, come quello farmaceutico, i beni di largo consumo, i servizi o prodotti industriali, e comprendono anche le filiali Italiane di gruppi internazionali.

Nell’interpellare i responsabili ICT delle aziende, volutamente non sono state poste domande di carattere tecnico, concentrando invece l’indagine su quattro aspetti chiave: il controllo, la pianificazione, l’area vendite e il marketing.

Per quanto riguarda la prima area, quella del controlling finanziario, è emerso che circa il 90% delle aziende utilizza regolarmente processi di reporting, e questo evidenzia che le procedure formali sono eseguite con regolarità.

Ma il 40% delle aziende intende migliorare questi processi, per avere ulteriori dettagli (il 47%) e maggiore tempestività (il 31%): segno che le aziende hanno sempre più l’esigenza di “leggere” dietro ai numeri per comprendere meglio i fenomeni di mercato, e in tempi sempre più rapidi come imposto dal ritmo del business.

Molto significativi anche i dati relativi alla funzione di planning: il 79% delle aziende utilizza strumenti evoluti per operare un forecast su base mensile. Quel che è interessante notare, è che la revisione sia del budget sia degli obiettivi avviene nel 14% su base mensile, nel 36% dei casi ogni tre mesi e nel 30% dei casi ogni semestre: in sostanza, solo il 20% delle aziende è rimasto ancorato alla classica ri-pianificazione annuale del budget.

“Il cambiamento, anche repentino, negli scenari di business è diventato una costante, e le aziende si sono abituate a ripianificare spesso per non farsi cogliere impreparate”, ha sottolineato Scaccabarozzi.

“Ecco perché si parla sempre più di ‘Rolling Forecast’, ovvero di previsioni continue, con le quali le aziende operano veri e propri aggiustamenti “in corsa”, rivedendo in continuazione i piani e le previsioni in modo che le scorte, gli investimenti, le risorse umane, e la finanza aziendale, possano essere riallineati al mutare del contesto competitivo”.

Ma è nell’ambito dell’area vendite e marketing che si notano alcune sorprese, sempre secondo la percezione dei responsabili IT: come definire infatti la circostanza che il 67% delle aziende non utilizza alcuno strumento di benchmark rispetto ai concorrenti e che il 52% non misura regolarmente la fidelizzazione dei clienti? Si tratta di due aspetti strettamente connessi tra loro, soprattutto in contesti di mercato stagnanti e sostanzialmente a crescita limitata quale quello italiano, dove spesso i nuovi clienti si acquisiscono a spese dei concorrenti.

È evidente che per non perdere quote di mercato le aziende devono monitorare costantemente i propri risultati rispetto alla concorrenza, ma un’azienda su tre non lo fa.

Va un po’ meglio sul fronte del monitoraggio della fidelizzazione, visto che poco più di un’azienda su due controlla regolarmente l’opinione di cui gode presso i clienti.

“I dati relativi all’analisi della concorrenza e della fidelizzazione ci hanno un po’ stupito, in quanto dimostrano ancora uno scarso utilizzo di funzioni importantissime, dovuto anche al fatto che fino a poco tempo fa gli strumenti adatti non erano disponibili”, ha commentato Romeo Scaccabarozzi.

“Condurre benchmark richiede infatti l’elaborazione di grandi quantità di dati sia dall’interno sia dall’esterno e la loro analisi approfondita: è evidente che un’analisi del genere non può essere svolta col classico foglio elettronico, ma presuppongono la presenza di un Data Warehouse e soprattutto di strumenti sofisticati di Business Intelligence e di Business Analytics.

Come Axiante, abbiamo già al nostro attivo numerosi progetti di questo tipo, implementati in particolare nel settore Farmaceutico, che è uno dei più attivi sul fronte del bechmarking”.

Per quanto riguarda gli strumenti, i responsabili IT delle aziende interpellate da Axiante non hanno molti dubbi: l’84% afferma che la Business Intelligence costituisce una priorità principale per i prossimi 18 mesi.

“Non è una novità – ha sottolineato Scaccabarozzi -, in quanto mai come nei momenti incerti quale quello che stiamo vivendo vi è la necessità di avere il maggior numero possibile di elementi per poter prendere decisioni corrette.

E la sostanziale tenuta del nostro business come società di consulenza applicativa specializzata in BI e CPM, anche in un periodo di crisi, dimostra una volta di più come le aziende desiderino essere preparate all’appuntamento con la ripresa”.

Un ultimo dato interessante scaturito dalla ricerca è quello relativo al Data Warehouse presente in azienda: nel 45% dei casi è stato realizzato da 4 o più anni, mentre il 25% risale a 3 anni fa. Non stupisce quindi che il 53% delle aziende intenda rivedere il proprio Data Warehouse nel corso del 2010.

“Questi dati fanno riflettere, anche perché sono strettamente correlati con quelli relativi alla priorità assegnata alla Business Intelligence dalla stragrande maggioranza delle aziende”, ha commentato Scaccabarozzi.

“E non stupisce scoprire come più di un’azienda su due intenda adeguare già nel corso di quest’anno il proprio Data Warehouse, risalente in pratica a cinque anni fa: un periodo davvero troppo lungo, misurandolo sia in termini ICT, sia in base a ciò che è successo nello scenario macroeconomico e competitivo”.

Ma realizzare un Data Warehouse è un compito da affrontare con attenzione, in quanto costituisce, come noto, il cuore del sistema di analisi e di decisione dell’azienda, visto che vi risiedono tutti i dati necessari.

“È per questo che le aziende devono affidarsi sempre a consulenti in grado di porsi come veri e propri architetti: la struttura e le correlazioni dei dati presenti nel Data Warehouse vanno stabilite a priori con uno studio il più possibile approfondito”, ha concluso Romeo Scaccabarozzi.

“Gli architetti e gli specialisti che Axiante mette a disposizione dei propri clienti sono in grado di affrontare anche i progetti più complessi, come è dimostrato dalle numerose referenze al nostro attivo”.

venerdì 21 maggio 2010

SEM2000 Gestionale Eventi e Congressi



Ho avuto modo di valutare in questi giorni un software per la gestione dei congressi, convention, corsi etc. che si chiama SEM2000 www.sem-2000.it


Sono rimasto molto soddisfatto delle funzionalità e delle caratteristiche di questo gestionale che consiglio a tutte le aziende del settore che dovessero cercare un'utile strumento di lavoro per l'organizzazione di Eventi.

SEM-2000 consente la gestione e il supporto di ogni fase organizzativa di un evento, comprese le pratiche post-congressuali, permettendo di avere sempre un quadro chiaro e documentato di ogni fase dell'iniziativa.

Il software è composto dai seguenti moduli principali:
- SEM2000 che permette la gestione complessiva dell'Evento
- SEMQUEST per la registrazione dei questionari (anche per l'assegnazione dei crediti formativi)
- SEMTIFIC che consente la gestione e la raccolta degli Abstract per i congressi scientifici
- OnLineCongress per la registrazione dei partecipanti e la prenotazione dei servizi su internet www.onlinecongress.it

L'interfaccia del software è molto semplice e ben curata, anche se nelle maschere di inserimento sono raccolte molte informazioni che sono utili per la gestione complessiva dei partecipanti all'evento.

Il programma consente di partire anche da un budget del congresso che durante e dopo il suo svolgimento, verrà confrontato con i dati consuntivi e permettere un controllo di gestione costante sujll'evento.

Per ogni partecipante del congresso è possibile prenotare alberghi, ristoranti, escursioni, servizi etc. inviando ad ogni fornitore i relativi voucher o prenotazioni, direttamente dal gestionale.

Il programma è corredato di numerosi reports che possono essere utilizzati anche durante il congresso per avere una situazione aggiornata dei partecipanti e permettere anche la stampa degli attestati di partecipazione a fine evento.

Dal punto di vista tecnico, il software prevede anche l'estrazione mirata di tutti i dati relativi ad un congresso, per poter permettere ogni attività anche presso lo stand dell'evento su p.c. portatili.

Le anagrafiche di ogni evento completato, possono confluire poi in modulo General Database, per effettuare nel tempo, attività di marketing nell'organizzazione di altri congressi.

Complessivamente, se dovessi dare un voto, darei un 8 perchè sviluppato bene e perchè applicazioni di questo tipo sono molto utili ad imprese nel settore congressuale, soprattutto per un controllo dei risultati di gestione, sempre più necessari per essere competitivi nel mercato.

lunedì 21 dicembre 2009

Il B.P.M. : una metodologia organizzativa e una tecnologia in forte crescita



Il B.P.M. o Business Process Management è un approccio di gestione aziendale focalizzato sull’allineamento di tutti gli aspetti di una organizzazione, con i desideri e le esigenze dei clienti.

Infatti il BPM consente alle imprese di rispondere alle mutevoli richieste dei consumatori, del mercato, e sviluppare le strategie in modo più veloce rispetto ai concorrenti, ovvero la creazione di vantaggio competitivo.

In effetti, il BPM è un approccio per integrare una capacità di cambiamento o miglioramento ad una organizzazione sia in termini umani che tecnologici. Infatti molti articoli riguardanti il BPM e gli esperti, spesso discutono del BPM da uno dei due punti di vista: le persone e / o della tecnologia.

In parole povere, lavorare con una logica di BPM significa analizzare costantemente i processi aziendali, coinvolgere le persone che li devono attuare e sviluppare con gli stessi dei miglioramenti o dei nuovi percorsi di processo aziendale. Per fare questo sono ovviamente necessarie delle tecnologie informatiche, primo fra tutti il gestionale aziendale ma non solo, sono necessarie anche altre tecnologie che permettano una visione sempre più ampia di tutte le informazioni aziendali.

Per fare un esempio che faccia comprendere meglio le potenzialità di un approccio organizzativo orientato al B.P.M., potremmo pensare a tutte quelle imprese che utilizzano, per la normale gestione aziendale, software diversi per aree distinte di attività (amministrazione, personale, magazzino, commerciale, etc.). In queste realtà, un progetto orientato alla gestione del BPM deve prevedere in un’unica interfaccia utente le seguenti possibilità:
  • Un software Web per la condivisione delle informazioni e dei processi (Intranet)

  • Una piattaforma per la gestione del disegno, modifica e implementazione dei processi aziendali (Workflow)

  • Un software di raccolta delle informazioni aziendali e di controllo di gestione (Business Intelligence)

  • Un punto di accesso unico per la condivisione dei documenti di Office (vedi Sharepoint)

  • Un ‘collettore’ fra i vari Gestionali Aziendali che permetta anche di implementare funzioni dove non sono previste dal gestionale standard

  • Integrazione fra i processi aziendali interni e le Applicazioni Web rivolte a clienti e fornitori

  • Unificazione delle comunicazioni aziendali con integrazioni al VoIP, Blog Aziendali, Wiki, Posta elettronica, Messanger

Nonostante tutte queste funzionalità che un software di gestione BPM deve avere, ritengo che ogni impresa, soprattutto le PMI, affrontino questo progetto per step, iniziando dall’organizzare e implementare i processi aziendali più critici fino ad allargare la gestione a tutte le aree di business.

Per affrontare l’implementazione di un progetto di BPM esistono già delle applicazioni realizzate da software house, che vedranno crescere il loro fatturati dei prossimi anni con percentuali a due cifre, vista la necessità e i benefici che la logica BPM porta alle imprese.

In questo contesto si è mossa anche IBM che ha acquisito di recente una società leader nei progetti BPM vedi:http://www.lineaedp.it/01NET/HP/0,1254,1_ART_104522,00.html?lw=nl20003, segnale che fa comprendere quanto questo orientamento sarà uno dei business più interessanti per le aziende IT, ma anche un investimento necessario per tutte le imprese.

Per ulteriori conoscenze sul B.P.M. Vi consiglio i seguenti Blog:

http://ariannacto.blogspot.com/

http://blog.lombardicto.com/

http://www.column2.com/

http://69.36.189.101/wordpress/

http://www.bpm-research.com/

venerdì 8 maggio 2009

Evaluation Matrix - La valutazione degli utenti sui software ERP



Vi segnalo un'articolo http://matrix.ulitzer.com/node/927926 che descrive il sito Evaluation Matrix http://www.evaluation-matrix.com/comparison dedicato alla raccolta di giudizi sulle caratteristiche dei principali software ERP.

Evaluation Matrix è infatti una piattaforma collaborativa, in ottica Web 2.0, dedicata alla valutazione dei migliori software gestionali, con particolare attenzione agli Enterprise Resource Planning (E.R.P.).

Le valutazioni espresse dagli utenti finali e comunque da liberi opinionisti, hanno l'obiettivo di aiutare le imprese nella scelta di un prodotto ERP ma anche i software Vendors nel migliorare costantemente le versioni dei loro prodotti.

Molto interessante è l'area riguardante i grafici che mettono a confronto gli indici di valutazione delle singole caratteristiche dei software ERP selezionati.

Anche per i software gestionali è arrivato il momento di confrontarsi con il Web 2.0, ovvero un giudizio sui prodotti non calato dall'alto delle case produttrici ma dato spontaneamente dagli utenti della rete e dal Mercato.

giovedì 7 maggio 2009

Google Calendar e Google Blogger integrati in OpenErp




Vi consiglio la lettura di questo interessante post:
pubblicato sul Blog dedicato all' OpenERP http://openerp-team.blogspot.com/ che evidenzia gli interessanti sviluppi tecnologici di questo gestionale in chiave Web 2.0

Come evidenziato dall'articolo, si vanno ad aggiungere ai moduli esistenti su OpenERP due interessanti integrazioni che permettono di utilizzare direttamente dal gestionale le piattaforme informatiche di Google Calendar e Google Blogger in ambito aziendale.

Sono sempre più convinto che questi software Open Source vadano incontro alle nuove tecnologie Web 2.0 molto più velocemente degli ERP e dei gestionali commerciali.

mercoledì 8 aprile 2009

Open ERP – Una valida soluzione Open per un buon ERP




Da qualche tempo sto valutando i prodotti ERP di distribuzione Open Source ed ho individuato OpenERP http://www.openerp.com che ritengo interessante farvi conoscere per le caratteristiche gestionali e tecnologiche.

Dal punto di vista gestionale, i numerosi moduli disponibili rendono questo prodotto software uno dei più completi nel mondo dei gestionali Open Source e non solo.

L'elenco dei moduli disponibili si compone infatti di alcuni più tradizionali e altri che sono difficili da trovare anche in soluzioni ERP di tipo enterprise.

Infatti OpenERP ha una struttura modulare che permette di scegliere quali funzionalità attivare in base alle esigenze dell'impresa, potendo scegliere tra Vendite, CRM, Acquisti, Produzione, Magazzino, Contabilità, Finanze, Servizi, Project Management, Pos, Marketing, Business Intelligence, BPM, E-Commerce e altri moduli verticali per specifiche realtà di imprese private e pubbliche.

Sul fronte tecnologico non mancano tutte le caratteristiche per definirlo un software davvero innovativo:

- Linguaggio di sviluppo Python (object-oriented)
- Esportazione dati tramite Web Services
- Editor UML per generare codice Python in automatico
- Facile personalizzazione di Report, Viste, Workflow, Dashboards e Azioni

- Gestione delle comunicazioni tramite Webmail e avvisi

- Collaborazione e condivisione delle informazioni tramite il Wiki
- Integrazione con sistemi VOIP
- Interfaccia Web per client remoti

Per la consulenza sul prodotto, posso segnalarvi la società Domsense http://www.domsense.com che è specializzata nell'avviamento e sviluppo di progetti OpenERP, come ampliamente dettagliato nel loro sito web.

Ritengo quindi che OpenERP sia un altro esempio concreto di come si stanno sviluppando i software ERP nel mondo Open Source, dando la possibilità alle piccole e medie imprese che non possano affrontare investimenti onerosi in software gestionale, di dotarsi di un buon sistema ERP.